
Anche Daniele De Rossi, nazionale inamovibile di Lippi, parla della questione Cassano e sembra dire che se il talentuoso giocatore di Bari Vecchia non dovesse approdare in nazionale potrebbero dormire lo stesso sonni tranquilli, in fondo la Nazionale è diventata forte con “il gruppo”, mai con le estrosita’ di un singolo, per quanto bravo.
Uno è De Rossi. «Quell’Under 21 non era composta da sfigati e neppure quella precedente – ricorda il centrocampista della Roma – Una squadra che vince l’Europeo giovanile non può esserlo, a quel livello è come diventare campioni del mondo. Il problema di Antonio è che considera a quel modo chiunque non si comporti come lui: sono dieci anni che si cerca di convincerlo che le cose non stanno così ma non lo capisce». De Rossi è un giovane «leader» anche in questa Nazionale. Dalle sue parole si è capito che sull’esclusione di Cassano la squadra sta con Lippi.
Non è un’opposizione feroce e se un giorno il barese dovesse tornare in Nazionale nessuno gli farebbe la guerra. Tuttavia l’impressione è che se ne faccia a meno volentieri. «Cassano è il più divertente e probabilmente il più talentuoso attaccante italiano – osserva De Rossi – tuttavia se dite che ci servirebbe perché segniamo poco non mi sembra che lui faccia tanti gol. Cifre alla mano, in Nazionale, e anche tra chi ne è rimasto fuori, c’è gente che ne segna più di lui». Un riferimento a Pazzini.
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