Ogni promessa è debito: «Io ho una sola parola. A Roma ho detto che a gennaio il nostro mercato si riaprirà: dunque…». Napoli è l’epicentro d’un calcio in perenne fibrillazione e il tam-tam del venghino, signori venghino s’è diffuso in un baleno, ancor prima che Aurelio De Laurentiis esprimesse e ribadisse intenzioni già note e sottolineate da un avvio denso d’incertezze. «Io ho una sola parola» : e una squadra da arricchire, per inseguire con Walter Mazzarri la terra promessa, quell’Europa ch’è il tormento ma anche l’estasi, la collocazione naturale individuata da cinque anni e ambita in tempi brevissimi: «Perché inutile girarci intorno, il Napoli deve sistemarsi tra le prime quattro». Gennaio è a una manciata di partite ma le idee hanno cominciato a frullare da un bel po’, ben prima che partisse ufficialmente la rivoluzione, ben dopo essersi accomodato con Walter Mazzarri per definire le linee programmatiche d’una campagna invernale da condurre – al solito – puntando sugli effetti speciali.
L’ATTACCANTE – Luca Toni, come riportato oggi dal Corriere dello Sport, è il sogno costosissimo di chiunque abbia aspirazioni Continentali e ritrovarselo tra gli obiettivi del Milan non induce allo stupore. Ma Luca Toni è anche il soggetto dei desideri d’un Napoli che vuole accomodarsi al tavolo delle grandi e che – in sordina – s’è messo a sondare il terreno, a scovare i margini d’intervento, a capire. Sei milioni d’euro netti d’ingaggio a stagione per altri due anni rappresentano una spesa choc, ma la paradossale ambiguità emersa a Monaco di Baviera induce ad aspettare gli eventi, standosene alla finestra con gli occhi spalancati. La prima punta, il bomber da venti reti, l’anello di congiunzione per far esplodere tutti assieme Quagliarella e Lavezzi è quel gigante senza paura, infilato di soppiatto nell’elenco di primissima fascia tra i colpi da inventarsi, in attesa di sviluppi.
L’ESTERNO – E poi c’è l’esterno, il mancino, il fluidificante o quinto di centrocampo, un uomo due sagome: quella di Cristian Molinaro, ritrovatosi inaspettatamente ai margini della Juventus, da sempre nel data base di Castelvolturno, e quella di Paolo De Ceglie, omologo del suo compagno di squadra, in estate già principe azzurro promesso, prima che Madame di ripensasse. A sinistra c’è posto; ma anche avanti: Toni chiama…
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